Report "Giornalisti e uffici stampa 2026": cosa vogliono i giornalisti?
Cosa emerge dalla quarta edizione della ricerca condotta da Mediaddress su 800 giornalisti europei?
La risposta breve: i giornalisti vogliono meno comunicati, ma più pertinenti. Dal report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, redatto a partire dalle oltre 30.000 risposte fornite dai giornalisti intervistati, emergono dati di grande interesse per tutti i professionisti delle media relations, in particolare per chi svolge attività di ufficio stampa.
- Lo stato di salute del comunicato stampa
- Gioie e dolori nella relazione tra giornalisti e uffici stampa
- La PR-etiquette da rispettare nell’invio dei comunicati stampa
- L’impatto dell’AI sul mestiere del giornalista
Lo stato di salute del comunicato stampa: il problema della pertinenza
Il dato che maggiormente dovrebbe interessare gli addetti stampa riguarda il sovraccarico informativo dei giornalisti e la scarsa targetizzazione nell’invio dei comunicati stampa: su 100 comunicati inviati dagli uffici stampa, solo 11 vengono ritenuti utili dai giornalisti che li ricevono.
Il problema non è il tempo — solo il 31% non legge i comunicati per mancanza di tempo — ma la pertinenza: l’81% dei giornalisti dichiara di ignorare i comunicati perché il contenuto non è rilevante per i propri interessi. Un dato in crescita di 8 punti rispetto al 2025.
L’entità di questo dato pone al centro della riflessione un triplice tema:
- la necessità di utilizzare database di contatti costantemente aggiornati, completi e correttamente categorizzati in base agli interessi;
- una maggiore attenzione nella fase di creazione delle mailing list, servendosi anche di strumenti basati su intelligenza artificiale;
- i rischi che la non pertinenza dei comunicati inviati comporta per gli uffici stampa, da quello di finire in black list a quello di incorrere nelle sanzioni previste dal GDPR.
La relazione tra giornalisti e uffici stampa
Quali sono le fonti maggiormente utilizzate dai giornalisti per documentarsi? Fonti dirette (87%) e comunicati stampa (84%) la fanno da padrone. Da segnalare l’ingresso dell’AI tra le fonti di documentazione, citata dal 18% degli intervistati.
Quanto ai canali di contatto, la risposta è netta: il 96% dei giornalisti preferisce essere contattato via email. WhatsApp e telefono si fermano al 18%, i social al 5%.
A infastidire maggiormente i giornalisti è l’atteggiamento degli uffici stampa nella fase di follow-up: l’insistenza (46%) e lo scarso tempismo nelle risposte sono individuati come i comportamenti che più rischiano di compromettere la relazione — e di far finire un mittente in black list.
PR-etiquette: il comunicato stampa che piace ai giornalisti
Qual è la lunghezza ideale di un comunicato stampa? 600 parole per il 76% degli intervistati. Meglio il testo direttamente nella mail o in allegato? Il 52% preferisce il file allegato, il 40% il testo inline.
L’edizione 2025 metteva in evidenza come il 22% degli intervistati lamentasse addirittura l’assenza dei contatti dell’ufficio stampa nel comunicato. Questo dato sarà migliorato?
In questa quarta edizione della ricerca The Eye of Journalists on PR – Europe abbiamo dedicato un maggior numero di domande proprio a questi aspetti pratici, in modo che le risposte potessero fornire agli addetti stampa meno esperti una sorta di guida per migliorare la qualità dei loro comunicati. I dati completi, inclusi i materiali a corredo più richiesti e quelli più spesso dimenticati, sono nel report.
L’impatto dell’AI sul mestiere del giornalista a distanza di un anno
A distanza di un anno, appare ribaltato il giudizio degli intervistati sulla capacità dei giornalisti di gestire le tecnologie AI: dal 90% per nulla o poco preparati del 2025, al 90% molto o abbastanza preparati di questa edizione. Una competenza prevalentemente autodidatta: il 65% non ha ricevuto formazione specifica.
L’utilizzo cresce dal 49% al 73%. I casi d’uso principali sono la traduzione di testi (44%) e la ricerca e documentazione (36%). In generale il pragmatismo sembra avere la meglio: cala dal 53% al 40% la preoccupazione per gli aspetti etici, e solo il 32% valuta negativamente i colleghi che usano l’AI per scrivere contenuti e comunicati.
Scarica gratuitamente la tua copia del report!
Mediaddress è lieta di condividere gratuitamente i risultati della ricerca, con la speranza che possa contribuire a rendere sempre più produttiva la collaborazione tra giornalisti e uffici stampa.
Il report si compone di due parti:
- nella prima parte vengono messi in evidenza gli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca;
- nella seconda parte trovi l’intero set di dati, aggregati a livello europeo e per singolo paese, per permetterti di apprezzare le differenze tra Italia, Spagna e Francia.
“Giornalisti e uffici stampa 2026”
The Eye of Journalists on PR – Europe Compila il form e scarica la tua copia!
FAQ
Cercano pertinenza e professionalità. I dati Mediaddress 2026 confermano che la conoscenza della linea editoriale è più importante della quantità di invii. Un buon ufficio stampa deve fornire notizie già pronte per essere verificate e pubblicate.
Deve essere conciso, idealmente non oltre le 600 parole, e privo di tono promozionale. Il formato preferito è il testo semplice, con dati verificabili e informazioni chiare che possano essere facilmente sintetizzate anche dagli strumenti di AI. Il file in allegato è preferito all’email grafica.
Perché interrompe il flusso di lavoro redazionale. Il 76% dei giornalisti ritiene che i gabinetti stampa dovrebbero contattarli solo su richiesta esplicita, e il 13% preferisce non essere contattato affatto dopo l’invio. Il mezzo preferito rimane l’email.
Nel 2026 il 73% dei giornalisti europei dichiara di utilizzare strumenti di AI nel proprio lavoro, rispetto al 49% dell’anno precedente. I casi d’uso principali sono la traduzione e la ricerca di informazioni.
Mediaddress opera da 35 anni al servizio degli uffici stampa italiani ed europei, fornendo loro il database giornalistico più completo e aggiornato disponibile sul mercato e un’applicazione all-in-one per l’invio di comunicati stampa, dalla creazione delle mailing list fino alla spedizione e al follow-up.
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