Report "Giornalisti e uffici stampa 2026": cosa vogliono i giornalisti?



Cosa emerge dalla quarta edizione della ricerca condotta da Mediaddress su 800 giornalisti europei?

La risposta breve: i giornalisti vogliono meno comunicati, ma più pertinenti. Dal report “Giornalisti e uffici stampa 2026”, redatto a partire dalle oltre 30.000 risposte fornite dai giornalisti intervistati, emergono dati di grande interesse per tutti i professionisti delle media relations, in particolare per chi svolge attività di ufficio stampa.

  • Lo stato di salute del comunicato stampa
  • Gioie e dolori nella relazione tra giornalisti e uffici stampa
  • La PR-etiquette da rispettare nell’invio dei comunicati stampa
  • L’impatto dell’AI sul mestiere del giornalista

Lo stato di salute del comunicato stampa: il problema della pertinenza

Il dato che maggiormente dovrebbe interessare gli addetti stampa riguarda il sovraccarico informativo dei giornalisti e la scarsa targetizzazione nell’invio dei comunicati stampa: su 100 comunicati inviati dagli uffici stampa, solo 11 vengono ritenuti utili dai giornalisti che li ricevono.

Il problema non è il tempo — solo il 31% non legge i comunicati per mancanza di tempo — ma la pertinenza: l’81% dei giornalisti dichiara di ignorare i comunicati perché il contenuto non è rilevante per i propri interessi. Un dato in crescita di 8 punti rispetto al 2025.

L’entità di questo dato pone al centro della riflessione un triplice tema:

  • la necessità di utilizzare database di contatti costantemente aggiornati, completi e correttamente categorizzati in base agli interessi;
  • una maggiore attenzione nella fase di creazione delle mailing list, servendosi anche di strumenti basati su intelligenza artificiale;
  • i rischi che la non pertinenza dei comunicati inviati comporta per gli uffici stampa, da quello di finire in black list a quello di incorrere nelle sanzioni previste dal GDPR.

La relazione tra giornalisti e uffici stampa

Quali sono le fonti maggiormente utilizzate dai giornalisti per documentarsi? Fonti dirette (87%) e comunicati stampa (84%) la fanno da padrone. Da segnalare l’ingresso dell’AI tra le fonti di documentazione, citata dal 18% degli intervistati.

Quanto ai canali di contatto, la risposta è netta: il 96% dei giornalisti preferisce essere contattato via email. WhatsApp e telefono si fermano al 18%, i social al 5%.

A infastidire maggiormente i giornalisti è l’atteggiamento degli uffici stampa nella fase di follow-up: l’insistenza (46%) e lo scarso tempismo nelle risposte sono individuati come i comportamenti che più rischiano di compromettere la relazione — e di far finire un mittente in black list.

PR-etiquette: il comunicato stampa che piace ai giornalisti

Qual è la lunghezza ideale di un comunicato stampa? 600 parole per il 76% degli intervistati. Meglio il testo direttamente nella mail o in allegato? Il 52% preferisce il file allegato, il 40% il testo inline.

L’edizione 2025 metteva in evidenza come il 22% degli intervistati lamentasse addirittura l’assenza dei contatti dell’ufficio stampa nel comunicato. Questo dato sarà migliorato?

In questa quarta edizione della ricerca The Eye of Journalists on PR – Europe abbiamo dedicato un maggior numero di domande proprio a questi aspetti pratici, in modo che le risposte potessero fornire agli addetti stampa meno esperti una sorta di guida per migliorare la qualità dei loro comunicati. I dati completi, inclusi i materiali a corredo più richiesti e quelli più spesso dimenticati, sono nel report.

L’impatto dell’AI sul mestiere del giornalista a distanza di un anno

A distanza di un anno, appare ribaltato il giudizio degli intervistati sulla capacità dei giornalisti di gestire le tecnologie AI: dal 90% per nulla o poco preparati del 2025, al 90% molto o abbastanza preparati di questa edizione. Una competenza prevalentemente autodidatta: il 65% non ha ricevuto formazione specifica.

L’utilizzo cresce dal 49% al 73%. I casi d’uso principali sono la traduzione di testi (44%) e la ricerca e documentazione (36%). In generale il pragmatismo sembra avere la meglio: cala dal 53% al 40% la preoccupazione per gli aspetti etici, e solo il 32% valuta negativamente i colleghi che usano l’AI per scrivere contenuti e comunicati.

Scarica gratuitamente la tua copia del report!

Mediaddress è lieta di condividere gratuitamente i risultati della ricerca, con la speranza che possa contribuire a rendere sempre più produttiva la collaborazione tra giornalisti e uffici stampa.

Il report si compone di due parti:

  • nella prima parte vengono messi in evidenza gli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca;
  • nella seconda parte trovi l’intero set di dati, aggregati a livello europeo e per singolo paese, per permetterti di apprezzare le differenze tra Italia, Spagna e Francia.

“Giornalisti e uffici stampa 2026”

The Eye of Journalists on PR – Europe Compila il form e scarica la tua copia!

FAQ

Cercano pertinenza e professionalità. I dati Mediaddress 2026 confermano che la conoscenza della linea editoriale è più importante della quantità di invii. Un buon ufficio stampa deve fornire notizie già pronte per essere verificate e pubblicate.

Deve essere conciso, idealmente non oltre le 600 parole, e privo di tono promozionale. Il formato preferito è il testo semplice, con dati verificabili e informazioni chiare che possano essere facilmente sintetizzate anche dagli strumenti di AI. Il file in allegato è preferito all’email grafica.

Perché interrompe il flusso di lavoro redazionale. Il 76% dei giornalisti ritiene che i gabinetti stampa dovrebbero contattarli solo su richiesta esplicita, e il 13% preferisce non essere contattato affatto dopo l’invio. Il mezzo preferito rimane l’email.

Nel 2026 il 73% dei giornalisti europei dichiara di utilizzare strumenti di AI nel proprio lavoro, rispetto al 49% dell’anno precedente. I casi d’uso principali sono la traduzione e la ricerca di informazioni.

Mediaddress opera da 35 anni al servizio degli uffici stampa italiani ed europei, fornendo loro il database giornalistico più completo e aggiornato disponibile sul mercato e un’applicazione all-in-one per l’invio di comunicati stampa, dalla creazione delle mailing list fino alla spedizione e al follow-up.

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PA e GDPR: i rischi dell'ufficio stampa e il danno erariale

La gestione delle mailing list per l’ufficio stampa della PA richiede rigorosa data governance. Evita sanzioni e danno erariale con le soluzioni GDPR di MediAddress.

Quali sono i rischi legati al GDPR per gli uffici stampa dei Comuni e della Pubblica Amministrazione?

Gli uffici stampa della PA che gestiscono mailing list senza una rigorosa data governance rischiano pesanti sanzioni dal Garante e contestazioni per danno erariale dalla Corte dei Conti. Senza un sistema certificato per il controllo dei consensi e l’aggiornamento dei dati, l’ente pubblico è esposto a responsabilità dirette e gravi danni reputazionali.

Tra informazione e conformità: le nuove responsabilità della PA

Nella complessa realtà della Pubblica Amministrazione italiana, la gestione della privacy è spesso vissuta come una sfida burocratica impegnativa, che si aggiunge ai già numerosi compiti quotidiani degli uffici stampa. Spesso, la conformità al GDPR viene percepita come un adempimento formale, finché l’intervento delle Autorità non mette in luce quanto sia sottile il confine tra le prassi consolidate — quel “si è sempre fatto così” dettato dall’urgenza — e le nuove responsabilità previste dalla norma. Tuttavia, oggi il quadro normativo richiede un cambio di passo: non per timore delle sanzioni, ma per tutelare l’ente e i suoi funzionari da conseguenze che possono diventare strutturali.

Oggi però il quadro normativo e giurisprudenziale sta cambiando drasticamente, eliminando ogni zona grigia. La sentenza n. 10 del 14 gennaio 2026 della Corte dei conti (Sez. Veneto) ha fissato un punto fermo: l’assenza di un impianto serio di regole e processi (la cosiddetta data governance) rende l’errore non più una semplice “svista”, ma una scelta consapevole di esposizione al rischio. Per un Comune, questo non significa solo gestire un’emergenza burocratica, ma configurare un potenziale danno erariale per sanzioni pagate con risorse pubbliche a causa di negligenze organizzative sistemiche.

Il dilemma dell’Ufficio Stampa Pubblico: informazione vs compliance

Nelle Pubbliche Amministrazioni, la distinzione tra comunicazione (spesso gestita dagli URP) e informazione (compito esclusivo degli uffici stampa) è il cuore del problema. Il rischio maggiore emerge quando gli uffici stampa utilizzano canali non propriamente istituzionali — come l’invio di email dirette a caselle personali dei giornalisti — basandosi su mailing list costruite in modo “artigianale” e conservate su supporti non idonei.

Molti addetti stampa comunali lavorano ancora con file Excel o rubriche Outlook locali, alimentati da anni di attività senza una verifica strutturata del consenso. Ma il GDPR non ammette l’autogestione: gestire internamente questi database richiede oneri tecnici e legali che la PA spesso non riesce a sostenere correttamente. In particolare, emergono tre criticità fondamentali che possono trasformarsi in sanzioni pecuniarie:

  • La tracciabilità del consenso: Anche se il contatto nasce da uno scambio di biglietti da visita, l’ente ha l’obbligo di documentare temporalmente tale consenso nel proprio Registro dei Trattamenti. Bisogna poter dimostrare con certezza quando e perché quel dato è in possesso dell’ufficio.
  • La gestione dei diritti degli interessati: Un giornalista può cambiare testata, ruolo o esercitare i propri diritti, fra cui la limitazione del trattamento o la cancellazione. Se il sistema di invio non è aggiornato in tempo reale, il rischio di inviare comunicazioni a chi ha esplicitamente richiesto la rimozione è concreto. Questo espone l’amministrazione a sanzioni amministrative pecuniarie che, secondo il GDPR, possono raggiungere i 20 milioni di euro, con un impatto devastante sulle risorse e sulla reputazione dell’ente.
  • La frammentazione delle responsabilità: Spesso il Sindaco è il titolare formale, ma la gestione operativa è dispersa. Senza una procedura formalizzata e delle chiare divisioni dei compiti, il Comune paga la sanzione ma non può rivalersi sui responsabili perché mancava una una linea guida chiara e una formazione.

Il corto circuito del danno erariale e la “Colpa Grave”

Un aspetto spesso ignorato dai decisori è che il Comune, in caso di sanzione del Garante, finisce per pagare due volte. La prima volta salda la multa; la seconda paga il prezzo dell’improvvisazione difensiva. Spesso, infatti, gli enti adottano strategie di difesa deboli, non avendo documentato i percorsi decisionali o le misure organizzative adottate a monte per proteggere i dati personali.

Se l’ente continua a trattare l’invio dei comunicati come un’attività priva di rischi, sta scegliendo sistematicamente di esporsi al pericolo. In questo scenario, la Corte dei Conti può ravvisare la colpa grave non nel singolo errore del dipendente (la svista materiale), ma nella mancanza di un sistema di governance da parte dei vertici. In sostanza, se non hai fornito gli strumenti corretti al tuo ufficio stampa per lavorare in sicurezza, la colpa del danno economico ricade direttamente sulla struttura organizzativa stessa.

Mediaddress: la soluzione definitiva per la data governance della PA

Di fronte a tale complessità e al rischio di sanzioni che gravano sulle casse comunali, l’unica via per garantire la sicurezza legale è esternalizzare la gestione del dato a partner qualificati. Mediaddress non è un semplice software di invio, ma un ecosistema di data governance progettato per sollevare la PA dagli oneri più gravosi e rischiosi, trasformando la compliance da obbligo a valore strategico.

Ecco i pilastri che rendono Mediaddress l’unica scelta sicura per un ufficio stampa pubblico che vuole operare in tranquillità:

  1. Assunzione della titolarità della raccolta: è Mediaddress, in qualità di fornitore della banca dati, a farsi carico dell’onere di raccogliere i dati e fornire l’obbligatoria informativa privacy. Il Comune è sollevato dall’obbligo del consenso iniziale, poiché i giornalisti sono già informati che i loro dati sono destinati alla consultazione per finalità di informazione professionale.
  2. Aggiornamento real-time e verificato: solo nel 2025, Mediaddress ha effettuato (solo per i giornalisti italiani) oltre 49.000 verifiche e 26.000 aggiornamenti. Quando un giornalista si cancella o cambia ruolo, il dato si aggiorna istantaneamente per tutti gli utenti, eliminando definitivamente il rischio legale di utilizzare mailing list obsolete salvate sui singoli PC.
  3. Sicurezza informatica certificata ISO 27001: il GDPR richiede misure tecniche adeguate (Art. 32). Scegliere un partner certificato per la sicurezza delle informazioni permette al Comune di dimostrare la massima diligenza nella scelta dei fornitori, proteggendosi dalla cosiddetta culpa in vigilando.
  4. Limitazione di responsabilità per l’utente: utilizzando la piattaforma per le finalità previste (invio di comunicati stampa pertinenti), la responsabilità sulla legittimità della detenzione del dato ricade interamente su Mediaddress. L’addetto stampa può così concentrarsi esclusivamente sulla qualità del contenuto e sulla tempestività dell’informazione.

WEBINAR GDPR GRATUITI

A cura dell’ Avvocato Gaia Morelli

➡️ GDPR – I tre principali obblighi del titolare del trattamento

➡️ GDPR – Un’agenzia di comunicazione può utilizzare una propria lista di contatti e che ruolo riveste?

➡️ GDPR – Il consenso deve essere informato ed esplicito?

 

FAQ

Il danno erariale si configura quando l’ente pubblico subisce una perdita economica dovuta a una gestione negligente. Se il Comune non ha implementato procedure interne chiare o scelto fornitori certificati, la Corte dei Conti può contestare ai vertici la mancata protezione del bilancio pubblico e dei servizi ai cittadini.

Sì, ogni trattamento di dati deve avere una base giuridica valida. Anche se il contatto nasce da uno scambio diretto o un evento, il Comune deve essere in grado di dimostrare e documentare il consenso nel Registro dei Trattamenti, assicurando che il giornalista sia stato correttamente informato sulle finalità dell’invio.

Mediaddress agisce come Titolare della Raccolta, fornendo l’informativa ai giornalisti e gestendo centralmente cancellazioni e aggiornamenti (oltre 49.000 verifiche annue per i giornalisti italiani). Questo solleva l’ufficio stampa dall’onere di mantenere database interni conformi, eliminando il rischio di utilizzare liste obsolete o prive di consenso tracciabile.

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Silvia Emma Ascari

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Webinar: “Giornalisti e uffici stampa 2026”

È pronto lo report annuale sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa realizzato da Mediaddress.Ugo Malaguti e Francesca Gavotti lo hanno presentato con un live webinar il giorno 05 marzo alle ore 11.

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Webinar

Webinar: “Giornalisti e uffici stampa 2026”

È pronto il report annuale sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa realizzato da Mediaddress.
Ugo Malaguti e Francesca Gavotti lo hanno presentato con un live webinar il giorno 05 marzo alle ore 11.
 
🔎 Basata sulle oltre 30.000 risposte fornite da quasi 800 giornalisti europei, l’edizione 2026 della ricerca The Eye of Journalists on PR presenta il punto di vista dei giornalisti su temi di grande interesse per tutti i professionisti delle media relations: 
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🔥Il webinar è stato l’occasione per commentare i risultati del report e ottenere il link alla ricerca completa, con tutto il set di dati per singolo paese e aggregati a livello europeo.

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Ufficio Stampa 4.0: come scrivere comunicati stampa che piacciono (anche) all'Intelligenza Artificiale

Come si scrive un comunicato stampa efficace per l’Intelligenza Artificiale?
Per piacere all’IA, un comunicato stampa deve essere chiaro, strutturato e privo di ambiguità. È fondamentale utilizzare un linguaggio diretto, inserire dati precisi per evitare “allucinazioni” del software e adottare una struttura a domande e risposte che faciliti la scansione degli algoritmi e la creazione di snippet automatici.

Non chiamiamola GEO, chiamiamola “Chiarezza”

Negli ultimi mesi si sente parlare di GEO (Generative Engine Optimization). Dietro questo nome complicato c’è un concetto semplicissimo che ogni buon ufficio stampa conosce già: farsi capire subito.

Immagina che ChatGPT o Google siano dei nuovi stagisti super veloci ma molto letterali. Devono leggere 1.000 comunicati in un minuto e riassumerli al caporedattore.

  • Se scrivi: “Nell’ottica di una sinergica implementazione delle strategie…” -> Lo stagista (l’IA) si confonde e passa oltre.
  • Se scrivi: “L’azienda X lancia il nuovo progetto Y per ridurre i costi del 20%” -> Lo stagista (l’IA) capisce, prende appunti e segnala la notizia.

Per “vincere” con l’IA, dobbiamo tornare a scrivere in modo pulito, diretto e strutturato.

Il nuovo glossario dell’ufficio stampa

Per sopravvivere in questa nuova era non serve una laurea in informatica, basta aggiornare il vocabolario. Ecco i 5 termini che sentirai spesso, tradotti dal “tecnico” al “pratico”.

PROMPT

È semplicemente la domanda. Quando un giornalista chiede a ChatGPT: “Dammi le ultime novità sul settore energia”, sta facendo un prompt. Il tuo obiettivo è essere la risposta a quella domanda.

ALLUCINAZIONE

Quando l’IA inventa. Se il tuo comunicato è vago, l’IA potrebbe inventarsi dei dettagli per riempire i buchi. Per evitarlo, devi fornire dati precisi e inconfutabili.

SNIPPET

È il riassunto automatico che compare in cima alle ricerche. È il “nuovo titolo di giornale”. Per finire lì, devi scrivere risposte chiare (vedi la regola delle “Domande e Risposte” sotto).

ZERO CLICK

Quando l’utente ottiene l’informazione senza nemmeno aprire il link. Sembra negativo, ma per un brand è autorevolezza pura: significa che l’IA ti considera la fonte ufficiale della verità.

DATI STRUTTURATI

Immagina di mettere un’etichetta adesiva sul tuo file con scritto “Notizia Ufficiale”. Piattaforme come Mediaddress lo fanno in automatico per te: dicono ai motori di ricerca “Ehi, questo non è un blog, è un comunicato stampa vero”.

3 regole d’oro per il comunicato del futuro

Non devi cambiare tutto il tuo modo di lavorare, basta aggiungere tre piccoli accorgimenti al tuo modello standard:

1. L’attacco “botta e risposta” (Il Gancio)
Non iniziare con frasi di circostanza. Nei primi due paragrafi, inserisci una domanda che un utente potrebbe fare e dai subito la risposta.

  • Esempio: “Come cambieranno le tariffe nel 2024? L’azienda Alpha annuncia un blocco dei prezzi per 12 mesi.”

Perché: L’IA adora le domande e risposte, e tenderà a copiare e incollare la tua frase.

2. Liste puntate = oro colato

I muri di testo sono nemici della lettura digitale. Usa elenchi puntati per elencare caratteristiche, date o risultati.

Perché: Aiutano l’IA a scansionare i dati e a non commettere errori nel riportarli.

3. Le FAQ in fondo al comunicato
Aggiungi sempre in fondo al testo 3 righe di “Domande Frequenti”.

  • Esempio: “Chi è l’azienda X?”, “Quando sarà disponibile il prodotto?”.

Perché: È il formato perfetto per essere intercettati dagli assistenti vocali come Siri o Alexa.

In sintesi: la tecnologia aiuta, l’umano fa la differenza

L’Intelligenza Artificiale è bravissima a gestire i dati, ma non ha l’empatia né le relazioni personali.

Utilizzare strumenti professionali (come Mediaddress) ti toglie il peso della parte tecnica (la formattazione, l’invio corretto, i “dati strutturati”), lasciandoti il tempo per fare ciò che solo un umano sa fare: costruire relazioni vere con i giornalisti e creare storie che valga la pena raccontare.

FAQ

La GEO è l’insieme di tecniche volte a rendere un contenuto facilmente comprensibile dai motori di ricerca generativi come ChatGPT o Google SGE. Si basa sulla chiarezza espositiva, sulla pertinenza semantica e sull’uso di formati (come le liste) che l’IA può riassumere facilmente.

 I dati strutturati agiscono come un'”etichetta ufficiale” che comunica ai motori di ricerca la natura del documento. Utilizzare piattaforme professionali come Mediaddress permette di implementare automaticamente questi markup, aumentando l’autorevolezza del brand e la precisione delle informazioni riportate dall’IA.

Le liste puntate rompono i “muri di testo”, permettendo agli algoritmi di scansione di individuare e mappare rapidamente i concetti chiave. Questo formato riduce il rischio di errori da parte dell’Intelligenza Artificiale e favorisce l’estrazione di dati per i risultati “zero-click”.

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Webinar: Creare comunicati? Usa le funzioni AI dell’editor Mediaddress!

In questo webinar del 22 gennaio, Francesca Gavotti  e Ugo Malaguti approfondiscono le funzionalità dell’editor Mediaddress:

– Perché utilizzare l’editor integrato

– Le funzionalità AI che ti semplificano il lavoro

– Tutti i vantaggi dell’editor avanzato

– Raggiungere più giornalisti pubblicando anche su Windpress

Con l’editor Mediaddress non serve essere esperti di tecnologia per semplificare il lavoro e aumentare l’impatto sui giornalisti.

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Webinar: Sfruttare l’automazione per l’invio dei comunicati stampa

In questo webinar del 06/11, Francesca Gavotti  e Ugo Malaguti affrontano il tema dell’automazione nell’invio dei comunicati stampa.

  • Risparmiare tempo e ridurre gli errori • Aumentare la pertinenza con la segmentazione avanzata
  • Personalizzare su larga scala
  • Misurare l’impatto reale delle tue campagne

L’automazione non sostituisce il rapporto umano, ma lo potenzia, liberando tempo per ciò che conta davvero: creare contenuti di valore e costruire relazioni solide con i giornalisti.

Guarda il webinar!

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Spedire comunicati da Mediaddress è più sicuro, semplice e conveniente!

Spedire comunicati da Mediaddress è più sicuro, semplice e conveniente!

In questo webinar del 25/09/25 Francesca Gavotti  e Ugo Malaguti spiegano perchè è meglio spedire i comunicati stampa direttamente dall’applicazione Mediaddress e approfondiscono i seguenti temi:

  • perchè è più conveniente
  • perchè è più sicuro
  • perchè ti aiuta ad ottenere più articoli
  • come configurare i parametri di spedizione sull’applicazione

Se nella tua attività di addetto stampa curi ogni dettaglio e tieni ad offrire un servizio di qualità ai tuoi clienti, troverai questo webinar estremamente utile e interessante.

Guarda il webinar!

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Webinar

Quanto rapidamente invecchia un database giornalistico?

In questo webinar del 27/05/2025, Ugo Malaguti e Francesca Gavotti presentano le funzionalità dell’applicazione Mediaddress e affrontano un tema fondamentale per chi fa ufficio stampa: l’obsolescenza dei database giornalistici.

Quanto rapidamente invecchiano i contatti da un mese all’altro? Quanto incide questo invecchiamento sull’efficacia di un lancio stampa? Cosa fa Mediaddress per garantire il costante aggiornamento dei contatti e la migliore targetizzazione degli invii? Quali sono le implicazioni su privacy e GDPR?

Se nella tua attività di addetto stampa curi ogni dettaglio e tieni ad offrire un servizio di qualità ai tuoi clienti, troverai questo webinar estremamente utile e interessante.

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Articoli e news

Dora Carapellese: giornalisti e addetti stampa, relazioni da riscrivere

“La relazione tra giornalisti e addetti stampa è spesso complessa, fatta di incomprensioni, ma può trasformarsi in un’alleanza preziosa per l’informazione efficace.”

“Il linguaggio tecnico nei comunicati stampa è una barriera. Chiarezza e ‘cinque W’ sono essenziali per un messaggio funzionale e per catturare l’attenzione del giornalista.”

La relazione tra giornalisti e addetti stampa è spesso un campo minato fatto di incomprensioni, aspettative sbagliate e ritmi incompatibili. Eppure, per chi lavora nell’informazione, il confronto con chi comunica dall’altra parte del tavolo è inevitabile e, se ben gestito, può diventare un’alleanza preziosa. Perché non è solo questione di “mandare un comunicato”, ma di conoscere il linguaggio, i codici e le esigenze reciproche.

Un recente corso dedicato ai giornalisti ha messo a fuoco proprio questo: come migliorare la collaborazione tra due professioni spesso più simili di quanto si creda. Oggi, l’addetto stampa è una figura complessa: deve conoscere i media digitali, avere competenze grafiche di base, sapersi muovere tra intelligenza artificiale e nuovi strumenti tecnologici, con in più una robusta dotazione di soft skills. Comunicazione empatica, pazienza, capacità di pianificare e mediare: sono qualità che servono anche al giornalista, ma che l’addetto stampa deve padroneggiare quotidianamente.

Il linguaggio tecnico e poco organizzato è una barriera

Un punto spesso trascurato riguarda il linguaggio tecnico-specialistico. Il comunicato stampa che vuole essere utile non può essere un copia-incolla dal lessico aziendale o istituzionale. Deve essere chiaro, centrato sulle famose “cinque W” (who, what, where, when, why), ma anche comprensibile per chi lo legge con urgenza e selettività.

Lo stesso vale per le mail: oggetto onesto e sintetico, corpo testo impaginato, personalizzazione, link utili e firma riconoscibile. Sembra semplice, ma nella realtà è rarissimo ricevere un messaggio davvero funzionale. E quando ci si aggiunge un linguaggio iper-tecnico e autoreferenziale, il rischio di “non cliccare” è altissimo.

Questo nodo è emerso anche dalla ricerca “The Eye of Journalists on PR 2025” targata Mediaddress: ben il 41,2% dei giornalisti intervistati lamenta che i comunicati stampa sono troppo promozionali o poco rilevanti, mentre il 38,7% li considera non ben strutturati. Ma non è tutto: il 22,8% segnala che il contenuto non è comprensibile o troppo tecnico, a conferma di quanto la chiarezza sia oggi un valore irrinunciabile.

Contatto umano batte automazione

Nonostante l’iper-digitalizzazione, il giornalista cerca ancora il rapporto umano. Lo dimostra la preferenza per canali come la mail personalizzata (77%), seguita da WhatsApp (49%) e le telefonate (44%), come evidenziato sempre dalla ricerca Mediaddress. L’incontro di persona, quando possibile, resta il modo più efficace per costruire fiducia.

Galateo della comunicazione

E proprio la fiducia è l’ingrediente chiave che trasforma un addetto stampa in un interlocutore autorevole. Lo è chi sa mettersi nei panni del giornalista, anticiparne i tempi e i bisogni, rispettare il galateo della comunicazione e agire “in punta di piedi”, che non significa diventare troppo remissivi di fronte al giornalista, ma essere empatici nei loro confronti per raggiungere l’obiettivo di farsi dare attenzione.

Un’alleanza necessaria

Non tutti i giornalisti sono disposti ad ammetterlo, ma l’addetto stampa è parte integrante del loro lavoro. La domanda da farsi, allora, è: come possiamo collaborare meglio?

Forse è il momento di smettere di considerare l’addetto stampa un ostacolo e iniziare a riconoscerlo per ciò che è: una fonte preziosa di contatti, contesti e contenuti verificati. Perché oggi, in un panorama informativo frammentato e veloce, chi sa offrire notizie affidabili e ben costruite è un alleato fondamentale, non un disturbo.

 

Dora Carapellese, Media Relations Specialist www.doracarapellese.it

Foto di copertina: Autore: ROBERTO SALVATORI Copyright: ROBERTO SALVATORI

 

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Dora Carapellese

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Webinar: “Giornalisti e uffici stampa 2026”

È pronto lo report annuale sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa realizzato da Mediaddress.Ugo Malaguti e Francesca Gavotti lo hanno presentato con un live webinar il giorno 05 marzo alle ore 11.

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Webinar

Giornalisti e uffici stampa – Insights 2025

Martedì 25 febbraio Francesca Gavotti e Ugo Malaguti hanno presentato in anteprima la nuova ricerca “The Eye of Journalists on PR 2025.

La terza edizione della ricerca, realizzata da Mediaddress grazie alla partecipazione di oltre 750 giornalisti italiani, spagnoli e francesi, fornisce un quadro aggiornato sui desiderata dei giornalisti nella loro quotidiana relazione con gli uffici stampa di aziende, enti ed agenzie PR, ma anche il loro punto di vista sui nuovi strumenti basati su intelligenza artificiale

Il webinar di presentazione sarà l’occasione per condividere con te i principali insights emersi dall’analisi delle oltre 30.000 risposte fornite dai partecipanti alla ricerca.

Non perdere la presentazione e scarica gratuitamente la ricerca!

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