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Comunicazione politica: come si prepara una campagna elettorale

A settembre gli Italiani torneranno alle urne per rinnovare 7 consigli regionali, oltre mille amministrazioni comunali e per confermare o meno l’approvazione della riforma sul taglio dei parlamentari che potrebbe eliminare gli scranni di 115 senatori e 230 deputati.

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L’appuntamento è molto importante sia per i partiti politici, sia per i giornalisti degli uffici stampa che devono organizzare le campagne elettorali. In gergo si definiscono “ghost writer” i professionisti che scrivono i testi dei candidati, restando dietro le quinte. Il loro lavoro è invisibile, ma è impegnativo perché non si limita alla stesura dei temi da esporre durante gli incontri pubblici, ma comporta studi preliminari, calcoli statistici, preparazione completa dell’aspirante vincitore. Dal look alla dizione, nulla deve sfuggire al “personal trainer” del politico che voglia portare a casa almeno un risultato dignitoso. Bisogna, inoltre, che il giornalista abbia maturato una consapevolezza: per affrontare una campagna elettorale efficace, è necessaria una comunicazione diversificata che utilizzi i canali tradizionali (stampa, televisione, radio e perfino porta a porta), ma anche i canali digitali come siti e social network.

Secondo Massimiliano Santolin di Pixartprinting, i social network sono utilissimi per raccontare il candidato in tempo reale. Finita l’epoca in cui gli elettori si recavano alle urne con il santino in tasca per ricordare a chi dare il voto, oggi si considera molto la reputazione digitale. E chiunque può informarsi alla fonte, scrutando i profili di chi si presenta in lista attraverso ciò che pubblica. I social, tuttavia, hanno due limiti. Il primo è rappresentato dalla velocità del web che porta gli utenti a dimenticare facilmente i messaggi. Il secondo è costituito dall’età di chi accede alla Rete. In Italia, sono prevalentemente i giovani a navigare. Ma il peso elettorale maggiore è quello delle generazioni mature che si fidano prevalentemente dei canali tradizionali. Poter stringere la mano ad un candidato alla fine di un comizio, per alcuni anziani rappresenta ancora un impegno, se non una pubblica dichiarazione di voto!

Se è necessario unire tradizione e modernità, è altrettanto necessario attrarre l’attenzione dei votanti ogni volta che ciò sia possibile, anche per la strada. Da qui la validità dei manifesti  che trasmettono a chiare lettere il messaggio politico e fissano l’immagine del candidato nella mente del passante. Ma non basta. Il vecchio santino da tergicristallo e cassetta postale svolge ancora un ruolo significativo, perché permette all’elettore di rileggere a casa la sintesi del programma politico, analizzando anche la scheda fac-simile sulla quale dovrà apporre la croce al seggio. “Toccare con mano quel pezzo di carta – secondo Santolin –  coinvolgerà oltre alla vista anche il tatto, quindi attiverà più aree cerebrali, facilitando il ricordo”.

Volantini, pieghevoli e cartoline hanno il compito di fare approfondire la conoscenza del candidato. La sua biografia, il suo progetto politico e le  sue promesse vengono veicolati, sostiene Santolin, perfino quando il materiale cartaceo finisce gettato a terra. Anche attraverso un’occhiata distratta, nella testa dell’elettore si accenderà una lampadina che gli dirà “Vota Tizio!”. Fondamentale la busta elettorale. Recapitare una lettera ad un cittadino equivale a considerarlo. Poco importa che il testo sia opera di un giornalista, poco importa che assomigli a quello diffuso da candidati avversari. L’elettore apprezzerà il modo diretto ed intimo scelto dall’aspirante vincitore per farsi capire. E come autentico dono egli accoglierà i gadget: spille, penne, adesivi sono sempre graditi e si diffondono facilmente.

La comunicazione politica svolge un ruolo primario anche all’ombra dei gazebo. Con discrezione, l’addetto stampa accompagnerà il “suo” candidato a tutti gli incontri pubblici, sia per sondare l’umore della gente, sia per intervenire come agenda vivente in caso di domande al protagonista. Al gazebo si consiglia di abbinare desk elettorali e banchetti con il nome bene in vista di chi corre per l’incarico. Altrettanto utili le bandiere ed i roll-up che evidenziano la presenza del candidato e, soprattutto, il suo bisogno di stare fra la gente per “metterci la faccia” come si usa dire.

Fin qui, le regole per una buona comunicazione fra candidato e cittadini. Ma al giornalista competerà anche tessere le relazioni fra politico e mass media. Dove il gioco si fa duro, si misurerà la competenza. Riuscire ad ottenere spazio per interviste e confronti sarà il primo passo per dichiarare ufficialmente aperta la caccia al voto.

Diletta Bufo
Diletta Bufo

Risorse correlate:

The eye of journalists on PR – Europe 2023

Mediaddress ha esteso a Francia e Spagna la ricerca già condotta in Italia sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa. Scopri cosa hanno risposto 700 giornalisti Francesi, Spagnoli e Italiani.

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