Articoli e news
I peggiori errori che un addetto stampa può commettere con i giornalisti (e come evitarli)
Cosa pensa un giornalista quando riceve l’ennesima telefonata di un ufficio stampa che chiede “hai ricevuto il comunicato”?
Lo abbiamo chiesto a circa 800 giornalisti europei nell’ambito della ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026: quasi il 90% non vuole follow-up non richiesti, più della metà giudica irrilevanti almeno due su tre dei comunicati che legge, e il 70-80% mette in blacklist i mittenti con contenuti troppo promozionali o non pertinenti.
La pertinenza è il primo problema
Il dato più significativo: su 100 comunicati inviati, solo 11 risultano utili al giornalista destinatario. Gli altri 89 vengono scartati per scarsa pertinenza o perché, anche se letti, non contengono nulla di utilizzabile.
A questo si aggiunge il follow-up non richiesto, che il 42% cita tra i motivi per inserire un ufficio stampa in blacklist, e il volume: quasi il 44% riceve più di 50 comunicati al giorno.
Nell’ambito della ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026 abbiamo rivolto ai giornalisti questa domanda aperta: “Qual è il peggiore errore che può commettere un addetto stampa nella relazione con i giornalisti?” Quello che segue nasce dall’analisi di quelle risposte.
L’insistenza è il peccato capitale
Telefonare per confermare la ricezione, mandare lo stesso testo più volte, contattare su canali multipli in sequenza: nelle risposte aperte compaiono parole come “stalking”, “perseguitare”, “tormentare”. Una risposta riassume tutto: “se mi interessa lo vedo già dalla tua email, se non l’ho letta non so di che parli”. Il follow-up non richiesto non è una pratica da limitare, è un errore da non commettere per il 76% dei giornalisti intervistati.
Cosa fare invece: usa strumenti che ti dicono se il comunicato è stato aperto, senza dover chiamare nessuno.
Non conoscere il giornalista che stai contattando
Mandare comunicati fuori dal perimetro editoriale del destinatario, non sapere per quale testata scrive, non aver mai letto un suo articolo: “non aver idea del magazine su cui lavoro e mandare contenuti non pertinenti”. Chi combina questo errore con l’insistenza produce la forma più compiuta di incompetenza professionale.
Cosa fare invece: prima di costruire la lista, studia a chi scrivi. Inviare a meno persone, ma a quelle giuste, produce più risultati.
Sparire quando serve
Non rispondere a richieste di approfondimento, essere irraggiungibili, far saltare le scadenze redazionali: “negarsi o essere filtro bloccante non cooperante”. L’addetto stampa silenzioso non è percepito come fastidioso, è percepito come inutile.
Cosa fare invece: se non riesci a rispondere subito, comunica almeno quando potrai farlo.
Pretendere la pubblicazione
Richiedere esplicitamente la pubblicazione o esigere conferma dell’uscita viene vissuto come un’offesa all’autonomia editoriale: “pensare che io sia un loro dipendente”, “trattare il giornalista come un semplice megafono dell’azienda”.
Cosa fare invece: costruisci la relazione un passo alla volta, punta sulla pertinenza senza mai darla per scontata, mettiti a disposizione del giornalista, annota ogni dettaglio delle interazioni che avete avuto e precedi il comunicato con un breve paragrafo dedicato ad alimentare la relazione. Le buone maniere e l’attenzione per l’interlocutore pagano sempre.
Usare WhatsApp e i canali personali senza consenso
WhatsApp è spazio personale: usarlo senza consenso è una violazione di questo confine. I dati confermano la gerarchia: il 96,4% dei giornalisti preferisce l’email.
L’impreparazione sull’argomento
“Essere meno preparato del giornalista sull’argomento che propone” è vissuto come un paradosso umiliante, non come una semplice mancanza tecnica. Chi propone un tema dovrebbe padroneggiarlo almeno quanto chi lo tratta professionalmente.
Come può aiutarci Mediaddress?
Mediaddress è la media contact suite all-in-one per chi fa ufficio stampa in modo professionale: database giornalistico, costruzione di mailing list, invio comunicati e reporting in un’unica piattaforma.
- Il database per trovare i giornalisti giusti. Non solo email, ma ruolo, testata, argomenti trattati, ultimi articoli e profili social. Con 10 criteri e oltre 500 parametri costruisci una lista su misura
- AI Suggest per non tralasciare nessuno. Analizza il testo del tuo comunicato e lo confronta con le pubblicazioni recenti dei giornalisti nel database, suggerendoti i contatti rilevanti che non avevi ancora incluso. Prova la demo AI Suggest
- Lo storico aperture per dimenticare il follow-up. Sai già se il giornalista ha aperto il messaggio. Quella telefonata non serve più.
- Le note personali per una relazione che dura. Ogni informazione che acquisisci su un giornalista resta associata a un contatto aggiornato e GDPR compliant, senza il rischio di affidarti a dati imprecisi o obsoleti.
FAQ
Secondo la ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026, condotta su circa 800 giornalisti europei, è l’insistenza post-invio. Quasi il 90% non vuole follow-up non richiesti.
I giornalisti sono chiari: il 76% vuole essere contattato solo su richiesta, il 13% addirittura mai. Il 46% considera il follow-up non richiesto il peggior errore che può commettere un addetto stampa e il 42% punisce l’insistenza nei solleciti con l’inserimento in blacklist.
Tre pilastri emergono dalla ricerca Giornalisti e uffici stampa 2026: pertinenza dei contenuti, rispetto dell’autonomia editoriale e reattività. Come ha risposto un intervistato: “La relazione richiede fiducia, trasparenza, tempi certi e contenuti affidabili.”
Scopri il database dei giornalisti italiani ed internazionali più accurato al mondo!
Silvia Emma Ascari
Risorse correlate:

Report Mediaddress “Giornalisti e uffici stampa 2026”
Scarica il report “Giornalisti e uffici stampa 2026” realizzato da Mediaddress. Il comunicato stampa ideale, il ruolo dell’AI e il problema della pertinenza.

PA e GDPR: i rischi dell’ufficio stampa e il danno erariale
Quali sono i rischi legati al GDPR per gli uffici stampa dei Comuni e della Pubblica Amministrazione?

Webinar: “Giornalisti e uffici stampa 2026”
È pronto lo report annuale sulla relazione tra giornalisti e uffici stampa realizzato da Mediaddress.Ugo Malaguti e Francesca Gavotti lo hanno presentato con un live webinar il giorno 05 marzo alle ore 11.
Prova gratuitamente Mediaddress!
Accedi a oltre 600k contatti, crea le tue liste, componi e invia i comunicati: provala subito!
- Settimana gratuita
- Demo delle funzionalità
- Listino prezzi
- Consulente dedicato