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Volta la carta e scopri il giornalista: il mobile si impara giocando

Il giornalismo mobile è il settore dell’informazione che si sta evolvendo con maggiore rapidità. Fondamentale è lo sviluppo di smartphone futuristici, che superano le funzionalità dei migliori computer ai quali eravamo abituati fino a pochi anni fa.

Ma per diventare un professionista del giornalismo mobile le tecnologie non bastano. Bisogna acquisire una forma mentis aperta, stare al passo con le novità e dare la propria impronta al contenuto che si pubblica.

giornalismo mobile

MOJO, acronimo di mobile journalism, è un vero e proprio movimento mondiale, che nasce dalla necessità di realizzare servizi giornalistici in autonomia, rispettando tempi di consegna e di pubblicazione, utilizzando attrezzatura pratica, leggera e alla portata di tutti. Pioniere italiano di questo settore è Nico Piro, inviato speciale Rai, autore di reportage da aree di crisi – dalla Sierra Leone all’Afghanistan – ideatore e direttore di MOJO, festival interamente dedicato al giornalismo 2.0. 

Il contributo di Nico Piro al giornalismo mobile

Proprio a Nico Piro, in questi giorni, è stato tributato un importante riconoscimento. Len Clark, professionista della comunicazione, e Mike Castellucci, vincitore più volte dell’Emmy, hanno inventato un innovativo approccio per l’aggiornamento dei giornalisti. Si tratta di un mazzo di carte che sostituisce costosi libri. Ad ogni carta corrisponde un collega che si è distinto nella diffusione del giornalismo mobile. Ebbene, per la prima volta, nella rosa è entrato Nico Piro. 

Un mazzo di carte per l’aggiornamento professionale

Destinato ai praticanti, ma anche agli esperti che vogliano formarsi e conoscere le ultime sull’argomento, Create with Mobile è formato da 52 carte, più due jolly, che offrono consigli e tecniche per migliorare le proprie abilità giornalistiche nell’uso dello smartphone. Le carte contengono un QR code dinamico che aggiorna costantemente i contenuti con le novità sullo storytelling mobile. La Michigan State University School of Journalism è sponsor del progetto ed il suo logo figura sul retro delle carte.

Volevamo essere sicuri che fossero carte tattili, che gli studenti e i professionisti potessero effettivamente portare con sé. Visto che tutti noi viviamo con il telefono e lo usiamo per produrre contenuti, abbiamo pensato sarebbe stato opportuno tenere in mano un manuale di dimensioni simili, come un mazzo di carte.

Mike Castellucci

Le schede presentano i suggerimenti di assi del mobile journalism, come Glen Mulcahy, Marc Blank-Settle, Ann Charles, Leonor Suárez, Caroline Scott. Tra le carte, si trovano anche sette sponsor, che vanno dagli sviluppatori di app ai fornitori di attrezzature, con link che aiutano a finanziare il progetto attraverso gli acquisti. I contenuti del mazzo spaziano dalle tecniche di narrazione, agli hack di MoJo e alle filosofie, per comprendere anche cinque carte dedicate al metodo di storytelling di Mike Castellucci, professore alla Michigan State University, autore di cortometraggi sul proprio iPhone che si sono aggiudicati i premi Murrow ed Emmy. Il collega Len Clark ha dichiarato che “Create with Mobile” non è un progetto una tantum. L’obiettivo a lungo termine del duo di comunicatori è quello di creare un istituto che funga da faro globale per il giornalismo mobile.

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Il primo manuale sul mobile journalism

Così come scrive Nico Piro in MObile JOurnalism, il primo manuale italiano realizzato per coloro che si cimentano con il racconto della realtà attraverso lo smartphone, imparare a fare giornalismo mobile è importante non soltanto per i reporter della nuova generazione, ma per tutti: per giornalisti radiofonici, per quelli della carta, per addetti stampa e freelance, per reporter della TV “tradizionale”. Il libro spiega come trasformare un cellulare in uno strumento di ripresa professionale, in un mezzo per produrre e distribuire contenuti multi-piattaforma. In dettaglio, poi, approfondisce il funzionamento delle applicazioni più idonee a riprendere, a montare e a distribuire filmati, sia in ambito iOS, sia Android. Evidenzia, infine, i pro e i contro degli accessori utilizzabili con lo smartphone.

Aggiornarsi è un dovere e, in questo modo, può essere anche piacevole! 😉 

giornalismo mobile
Diletta Bufo
Diletta Bufo

Risorse correlate:

The eye of journalists on PR – Europe 2023

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