Twitter per gli uffici stampa e per fare digital relations

Il ruolo di Twitter per gli uffici stampa entra a buon diritto in una strategia di pubbliche relazioni digitali. Eppure, non tutte le imprese italiane apprezzano il canale dei cinguettii che, a dire il vero, non è tra quelli frequentati da un pubblico massivo.
Considerato da molti come un canale social di nicchia, controverso per alcuni, a volte meno fortunato di altri grandi reti sociali come Instagram e Facebook, Twitter può contare, in Italia, su circa 10 milioni di utenti e su aree di novità interessanti, come Spaces, la nuova possibilità di interagire in piccoli gruppi via voce, in emulazione di Clubhouse.
Del resto, Twitter è è utilizzato in modo particolare da chi lavora nella comunicazione, nel mondo dell’informazione e dei social media. Secondo alcune stime, un quarto degli utenti italiani di Twitter sarebbe costituito da giornalisti.

Twitter per gli uffici stampa: tornare alle origini

All’addetto stampa tradizionale, formatosi prima dell’arrivo dei social network, era richiesto, prima di tutto, un compito: leggere i giornali. Conoscere il mondo dell’editoria e dell’informazione, sapere chi scrive che cosa e quali sono le notizie del giorno, è tra gli aspetti più importanti per chi lavora nella comunicazione. Il valore di Twitter per gli uffici stampa si inserisce soprattutto qui, nell’abitudine quotidiana di seguire il percorso che fa una notizia, dal lancio di agenzia ai commenti dei lettori.
Twitter aiuta un addetto stampa a conoscere le testate giornalistiche del suo panorama di riferimento, gli permettere di capire gli interessi dei giornalisti e quelli di alcune fasce di pubblico; ancora, dà un quadro aggiornato sulle dinamiche di consenso e apprezzamento di alcune categorie di notizie e nei casi migliori permette di instaurare contatti personali diretti.

Twitter per chi lavora con i giornali di settore

Le agenzie che operano con la stampa specializzata sanno che non tutti i social network sono adatti ai loro scopi; per alcuni di loro il raggio d’azione principale può essere Facebook, per altri Linkedin o per altri ancora nessuno. Twitter non è consigliato sempre e in ogni caso, ma ci sono ambiti, anche molto specifici, che trovano nel social una miniera di occasioni di approfondimento per contenuti, analisi e osservatori importanti, in lingua italiana e inglese.
Il buon addetto stampa sa che, nella sua area di interesse, è importante tessere relazioni con giornalisti, ma anche con docenti universitari, enti di ricerca, operatori del mercato, blogger, specialisti. Twitter ha molte potenzialità in questo perché, per definizione, è un luogo frequentato per il valore del contenuto. Il vantaggio di Twitter per gli uffici stampa si è reso interessante, per esempio, nello sport o nel farmaceutico, nel turismo e nella tecnologia.

Sul social non si fanno i recall, ma si costruisce un profilo

L’addetto stampa, quando usa i social per comunicare, sa che è diversa la relazione con un profilo Twitter di una testata e con un profilo del giornalista. Molti giornali italiani tendono a interpretare Twitter come un canale generalista, dal quale diffondono notizie, senza interagire. I profili dei giornalisti singoli, invece, sono più aperti a ascoltare commenti, a commentare a loro volta, a rispondere.
Se l’obiettivo dell’addetto stampa è solo conoscere che cosa viene pubblicato sui media e come, nelle sue liste Twitter includerà per la maggior parte gli organi di stampa. Se vuole, invece, provare a intessere relazioni dirette, seguire il profilo Twitter dei giornalisti è una buona idea. Attenzione a non usare il canale come si userebbe Facebook, Messenger o Whataspp: non si abusi dei messaggi personali diretti e si postino solo contenuti di rilievo.

Cosa postare sul profilo aziendale Twitter

Una volta imparato ad apprezzare il canale, il committente può decidere di usarlo per impostare in modo proattivo una strategia di comunicazione. In sincronia con l’invio dei comunicati stampa e in modo costante e quotidiano, l’addetto stampa sceglierà notizie originali da diffondere e costruirà, giorno dopo giorno, la sua rete di followers. Twitter può diventare il banco di prova dell’efficacia di un contenuto e del grado di richiamo che può suscitare su alcune categorie di lettori. Il fatto che il canale sia, di per sé, selettivo, è un vantaggio per l’ufficio stampa: sarà necessario postare notizie, fatti, ricerche, studi con una reale portata conoscitiva.

I comunicati stampa promozionali, scritti e divulgati per accontentare il committente, su Twitter mostreranno subito il loro punto debole.

Twitter per gli uffici stampa: un impegno quotidiano

L’azienda che voglia investire su progetti Twitter per gli uffici stampa deve sapere che, come accade per altri social, sarà richiesta un’attenzione costante. L’addetto stampa – o il responsabile aziendale che si occuperà di seguire il profilo aziendale – dovrà postare aggiornamenti quotidiani. La cura nella scelta dei tweet sarà pari solo alla reattività nel seguire, mandare retweet, commentare ed eventualmente rispondere, meglio se in tempo reale. È nell’ambito di una comunicazione sincrona che si annidano le occasioni di incontro, le digital relations che, nel breve e nel medio periodo, faranno del profilo Twitter un alleato dei comunicati stampa.
Meglio non intraprendere l’avventura su Twitter, dunque, se si pensa di preparare un profilo e poi lasciarlo inerte e se si lavora in modo autoreferenziale, divulgando solo contenuti propri, senza leggere quello che scrivono gli altri e senza confronti.

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Claudia Silivestro

Claudia Silivestro