INPGI: tutte le novità per i giornalisti freelance nel 2020

Cambiano le regole per i giornalisti freelance iscritti alla Gestione Separata dell’INPGI. Lo scorso ottobre, infatti, è stato approvato un nuovo regolamento che modifica l’aliquota fiscale e il contributo a titolo di rivalsa. L’obiettivo è nobile: incrementare il valore delle future pensioni. Tuttavia, di fatto, per ora va a modificarsi la percentuale di fatturato che deriva dalle collaborazioni giornalistiche da versare alla cassa di previdenza. Vediamo in che modo cambieranno le tasse per i giornalisti freelance nel 2020.

Gestione separata dell’INPGI: cosa cambia con il 2020

Facciamo un passo indietro. L’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza per i Giornalisti Italiani)  è un ente previdenziale, impositore ed esattore, integrato nel sistema pensionistico obbligatorio italiano. I giornalisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti (in qualsiasi Albo) fanno riferimento proprio all’INPGI per tutto ciò che riguarda sia la previdenza che l’assistenza. Si divide in due sezioni: da una parte quella che sostituisce l’Assicurazione generale obbligatoria, detta anche AGO, e dall’altra la gestione separata a cui fanno riferimento tutti i giornalisti che svolgono la professione in forma autonoma, anche se occasionale o con la formula della cessione del diritto d’autore. Di fatto, coinvolge la maggior parte dei giornalisti attualmente in attività tra freelance e persone inquadrate con il Co.Co.Co.

Per questa ragione, le novità stabile per il 2020 sono molto interessanti per una vasta platea di giornalisti. Le modifiche riguardano infatti un duplice aumento:

  • il contributo soggettivo passa dal 10% al 12% per i redditi inferiori 24.000 € lordi;
  • il contributo soggettivo passa al 14% per i redditi superiori a 24.000 € lordi;
  • il contributo integrativo a carico dei committenti cresce dal 2% al 4% per qualsiasi fascia di reddito.

Come si legge sul sito dell’INPGI:

I due punti percentuali di incremento del contributo integrativo, infatti, sono destinati per metà (1%) all’incremento dei montanti individuali (vale a dire, l’accumulo di contribuzione sulla posizione individuale, sulla base del quale viene determinato l’importo dell’assegno pensionistico) e per l’altra metà (1%) al finanziamento di misure assistenziali, che saranno individuate annualmente in base alle valutazioni che l’ente effettuerà in relazione alle principali esigenze di intervento ritenute opportune nei confronti degli iscritti.

Colpisce, tuttavia, la scelta di aumentare l’aliquota andando a colpire lavoratori i cui redditi sono piuttosto bassi. Secondo uno studio della LSDI (Associazione sulla Libertà di Stampa e il Diritto all’Informazione) del 2015, il 56% dei giornalisti dipendenti dichiara un reddito compreso tra 20.000 € e 75.000 €, il 20% percepisce uno stipendio inferiore, mentre il 24% superiore. Guardando ai freelance, però, le cifre sono molto inferiori: l’83% dei giornalisti autonomi dichiara un reddito inferiore ai 10.000 € all’anno, e la media nazionale si assesta attorno agli 11.000€.

Colpisce, inoltre, come esista anche un forte sbilanciamento tra lo stipendio di un uomo che può guadagnare fino al 78,2% in più di una collega donna e la differenza tra giornalisti dipendenti e indipendenti. Dato, infine, da non dimenticare è che il primo gruppo è, ormai, meno di un terzo del totale. Quindi, complessivamente, l’informazione in Italia è fatta da autonomi che percepiscono un reddito anche cinque volte inferiore rispetto a quello dei colleghi assunti dalle redazioni.

Più tutele per la maternità

Nell’applicazione nel nuovo Regolamento sono incluse anche alcune piccole novità per il trattamento della maternità per gli iscritti alla Gestione Separata. È stata introdotta, in particolare, una specifica prestazione in caso di maternità a rischio: in questo caso, dal 1 gennaio 2020 in poi, sarà aggiunta una mensilità di indennità ed è previsto il pagamento dell’indennità di paternità in caso di assenza o impedimento della madre. Piccoli passi per allargare le tutele ai futuri e neo genitori anche se giornalisti freelance o precari.

Le scadenze per il 2020

Contestualmente sono state modificate anche le date da appuntarsi sull’agenda per pagare i contributi all’INPGI nel 2020.

  • il 31 luglio è infatti il termine per il versamento del contributo minimo in acconto per i redditi dell’anno corrente;
  • il 30 settembre è l’ultimo giorno per la comunicazione dei redditi dell’anno precedente;
  • il 31 ottobre la deadline per il saldo.

La ragione, in questo caso, risiede nell’esigenza di far coincidere l’obbligo di comunicazione dei redditi alla Gestione Separata con quelli per la presentazione della denuncia dei redditi stessi, anticipando però il momento in cui versare il contributo minimo.

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Angela Caporale

Angela Caporale

Giornalista, copy, press officer. Nella vita scrivo di ciò che vedo, di ciò che conosco e di ciò che mi appassiona: diritti, comunicazione, musica. D'indole curiosa, non sto mai ferma, almeno con la mente.