Comunicato Stampa, cosa non scrivere se vuoi che qualcuno lo legga

Abbiamo già parlato diffusamente di come scrivere un comunicato stampa al meglio, ribadendo che esso è decisamente uno strumento imprescindibile per i comunicatori di tutto il mondo.

Ma nonostante dare un precetto sia cosa buona e giusta, non è detto che non sia possibile poi fare degli errori. Ecco perché oggi parliamo invece di quali comuni errori evitare nella redazione di un comunicato stampa, in modo da essere sicuri che chi lo legga – speriamo in tanti – non si ritrovi poi davanti ad un testo mancante dei principi fondamentale.

Gli errori più comuni nella scrittura del comunicato stampa

Come ben sa chi scrive o comunica per mestiere, trasportare quello che è in testa su carta o su pagina web è ben diverso – e spesso anche arduo. Quindi, in primis, fare un brief, un brainstorming e magari anche prendere qualche respiro per raggiungere la necessaria lucidità e concentrazione atta allo scopo.

Non è neanche male farsi una “scaletta” degli argomenti e di come si vogliono strutturare all’interno del testo è decisamente una scelta idonea. (Per tutti gli altri accorgimenti, vi rimandiamo invece al precedente articolo sul comunicato stampa.)

Attenzione alla forma

Passando ai don’ts, quindi, partiamo dalle basi, ossia dalla forma. Mai e poi mai rivolgersi ai lettori in prima persona: un comunicato stampa è uno strumento di comunicazione istituzionale, dal sapore corporate, e assolutamente fondamentale essere il più possibile distaccati e impersonali nella sua forma.

Lo stile può essere creativo, originale, magari sopra le righe, se l’argomento lo consente, ma di certo non può essere diretto o troppo informale. Quando si scrive un comunicato bisogna immaginare chi lo leggerà – un giornalista, un addetto stampa, un operatore del settore – e scrivere la notizia proprio come fosse una terza persona a leggerla. Quasi come se lo stessi ascoltando direttamente dal telegiornale.

Se vuoi inserire una prima persona, magari perché il regista del film vuole assolutamente riportare una sua frase iconica, allora inserisci un virgolettato, curandoti bene di specificare chi ha detto cosa, quando, e perché.

Bandita la pubblicità

Direttamente collegato a quanto detto sopra, la pubblicità e la auto-promozione è completamente bandita. Il comunicato stampa non è un flyer pubblicitario ma un mezzo d’informazione rivolto ad un pubblico selezionato.

“Bandita la pubblicità” significa anche “bandite le esagerazioni”: no ai punti esclamativi, ai sensazionalismi, i paroloni e i superlativi. Siate schietti e originali, focalizzate sulle parti interessanti e innovative dell’informazione: non puntate a impressionare ma ad informare.

Confezionare per bene la notizia, cucirla in modo che risulti non ridondante ma attraente, è il tuo compito. Parlare al tu pubblico e catturarne l’attenzione è l’unico modo per riuscire in questa difficile arte.

Mai usare il CCN

Lo so, l’avete già fatto. Purtroppo, questa brutta piaga del CCN è un errore in cui incappano tutti prima o poi. Questo scatena di solito l’ira di chi riceve il comunicato, che magari ti bolla come spam. Il CCN è poco professionale ed antipatico, e impedisce di segmentare e tracciare i propri contatti.

Optate direttamente per un provider di email marketing (MailChimp Mailup) in modo tale che possiate avere traccia di tutto ciò che fate, che possiate liberamente sperimentare e segmentare la vostra audience, targetizzandola in gruppi (ad. esempio, giornalisti sportivi- calcio, giornalisti sportivi-pallavolo, giornalisti telecronaca radio, ecc. ecc.).

Ricorda che il comunicato stampa non è una biografia

Quante volte avete letto un comunicato stampa che sembrava una noiosa pagina Wikipedia? Non interessa a nessuno la vita dettagliata del CEO o dell’artista: quella, semmai, verrà richiesta in un secondo momento. Ed è anche se importante, non è una notizia.

Perciò stay focused e cerca la notizia.

Tra le varie avventure, incontri fortunati, svolte improvvise, intuizioni geniali, eccetera eccetera, di cui la suddetta biografia è ricolma, ci sarà sicuramente quella che ha dato l’input al fatto di cui si parla nel comunicato stampa.

Omissis: i contatti!

Questi sì che sono davvero, davvero importanti. Non inserire i contatti rappresenta un po’ il darsi la zappa sui piedi per un addetto stampa.

Il motivo per cui si invia un comunicato stampa è essere chiamati, interpellati, intervistati. Inserisci tutti i tuoi contatti, ma anche quelli del tuo cliente/brand: telefono e mail aziendale, sito web, canali social, pagina dell’evento, link ad un drive condiviso con immagini e/o cartella stampa, ecc. ecc.

Tutto quello che può servire a stimolare o ottenere un contatto, dev’essere accuratamente presente all’interno del comunicato stampa.

Prima di cominciare

Ogni forma di comunicazione ha le sue regole e i suoi codici, e questo è un po’ il senso di questi excursus nel mondo “accademico” dei giornali e dei comunicati. Ma è chiaro che ogni strumento, seppur potente, da solo non può far nulla.

E’ dovere di un giornale stampare le notizie e scatenare l’inferno. (Wilbur Storey)

Il comunicato stampa è fondamentale, ma da solo può molto poco. Stilare una strategia di comunicazione – con vari tipi di interventi e strumenti, molta coerenza e una buona dose di originalità –  è l’unica vera possibilità che ciascun giornalista o addetto stampa ha per riuscire a comunicare. Eh sì, anche di scatenare l’inferno…

 

 

 

Ti piace questo articolo?

Share on facebook
Condividi su Facebook
Share on twitter
Condividi su Twitter
Share on linkedin
Condividi su LinkdIn
Share on pinterest
Condividi su Pinterest
Azzurra Scattarella

Azzurra Scattarella

Project ManagerComunicatrice tout-court, mi occupo soprattutto di social media e copywriting. Blogger per vocazione, adoro qualsiasi cosa mi permetta di viaggiare, anche solo leggendo, ma resto sempre ben ancorata alle alle mie radici profondamente mediterranee.