Formazione per giornalisti: tutto ciò che serve sapere

È dal 2014 (per effetto dell’entrata in vigore del Dpr n.137/2012) che è diventata obbligatoria la formazione continua anche per tutti i giornalisti italiani iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

Come accade per altri gruppi professionali, infatti, il legislatore ha deliberato che per poter restare parte dell’Ordine di categoria sia necessario conseguire, in un triennio, almeno 60 crediti formativi di cui almeno 20 di carattere deontologico. Ciascun credito corrisponde ad un’ora di formazione,  ma come funziona, in pratica, la formazione per giornalisti ?

Formazione per giornalisti: come funziona

La formazione continua è obbligatoria per i giornalisti che desiderino mantenere attiva la propria iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, nell’elenco opportuno (Professionisti o Pubblicisti). L’obiettivo è garantire che i professionisti del settore siano costantemente aggiornati sui trend dell’informazione, sui nuovi strumenti messi a disposizione del giornalista, ma anche sulle regole per poter svolgere adeguatamente il proprio lavoro rispettando gli obblighi di legge e sull’uso più corretto delle fonti.

Come anticipato, ciascun giornalista deve conseguire almeno 60 crediti formativi in un triennio, di cui un terzo (20) di tipo deontologico. Il primo triennio ha preso avvio il 1° gennaio 2014 e si è concluso il 31 dicembre 2017, il secondo invece si concluderà con il 31 dicembre 2019. Il periodo durante il quale seguire i corsi e i workshop accreditati, dunque, è uguale per tutti. Ma rispondiamo, ora, ad alcune delle domande più frequenti a proposito della formazione per giornalisti.

Per chi è obbligatorio conseguire i crediti?

L’obbligo è valido per i giornalisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti nell’elenco Professionisti e Pubblicisti. Non ci sono distinzioni regionali poiché è un dovere per tutti. Fa eccezione il caso dei pensionati (vincolati solo se proseguono l’attività giornalistica) e dei praticanti. È possibile richiedere l’esonero dalla formazione professionale continua (FPC) direttamente al Consiglio regionale di riferimento nei seguenti casi:

  • maternità  o congedo parentale;
  • malattia grave, infortunio e altri casi di documentato impedimento derivante da accertate cause oggettive;
  • assunzione di cariche elettive per le quali la vigente legislazione preveda la possibilità di usufruire di aspettativa dal lavoro per la durata del mandato e limitatamente ad esso.

Un altro caso a sé è quello dei neoiscritti. L’obbligo è valido anche per loro, ma a partire dal 1° gennaio successivo all’anno di iscrizione e, se non coincide con l’inizio di un triennio, il giornalista sarà chiamato a conseguire un numero proporzionato di crediti. Per esempio, se un giornalista o una giornalista si è iscritto/a a partire dal 2018, dovrà conseguire solo i 20 crediti per il 2019 e così via.

Come si ottengono i crediti formativi?

Sono diverse le opzioni che il giornalista ha a disposizione per rispettare i vincoli della FPC. L’Ordine stesso organizza e propone corsi di formazione gratuiti in tutta la Penisola: per iscriversi è necessario iscriversi alla piattaforma SiGeF, selezionare il periodo e il luogo dove ci si trova e prenotare un posto.

È possibile ottenere i crediti anche seguendo degli eventi formativi privati o aziendali (talvolta anche a pagamento), purché accreditati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Anche in questo caso, viene richiesta l’iscrizione tramite la piattaforma SiGeF. Spesso anche alcuni festival del settore come, per esempio, il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, propone alcuni panel e appuntamenti che possono essere validi per la formazione continua.

Sono considerati validi anche i casi in cui il giornalista si occupi dell‘insegnamento di materie inerenti alla professione nell’ambito di corsi, master o eventi sempre riconosciuti dall’ODG.

Infine, negli ultimi anni è stata implementata una piattaforma di e-learning per la formazione a distanza. Si chiama Formazione Professionale Continua e propone una serie di corsi che permettono di conseguire 10 crediti ciascuno che si possono seguire online. Una volta iscritto al corso, il giornalista troverà una serie di video-lezioni che si concludono con un breve test da superare per poter procedere allo step successivo.

Cosa sono e come si ottengono i “crediti deontologici”?

Come abbiamo anticipato, un terzo dei crediti da conseguire nel triennio devono essere di tipo deontologico. Ciò significa che devono trattare temi che riguardano i doveri del giornalista: un esempio sono i corsi relativi all’uso delle fonti oppure quelli che approfondiscono il linguaggio da tenere su temi specifici come notizie che riguardano i minori, oppure minoranze e migranti.

Quando un corso di formazione permette di ottenere crediti deontologici, questo viene segnalato al momento dell’iscrizione per la presenza di una “D”. La maggior parte dei corsi online promossi dal Consiglio nazionale dell’ODG fanno parte proprio di questo gruppo.

Come viene certificata la formazione?

All’inizio e alla fine di ciascun evento formativo offline viene richiesto al giornalista di firmare un registro che ne verifica la presenza durante l’intero appuntamento. Successivamente riceverà direttamente nella casella email l’attestato di presenza e i punti verranno accreditati direttamente sulla piattaforma SiGeF. La certificazione dei crediti formativi spetta all’ente organizzatore dell’evento, mentre l’Ordine negli ultimi anni ha dotato tutte le sedi regionali di rilevatori elettronici per le presenze per cui, in alcuni casi, non sarà necessaria una firma, ma ugualmente un atto di riconoscimento.

Cosa succede se non si rispettano i vincoli?

La legge prevede che il giornalista che non ottiene i 60 crediti previsti nel triennio debba ricevere dall’Ordine regionale una notifica dell’inadempienza. Viene richiesto, a tal punto, di completare il percorso formativo entro tre mesi. In caso contrario, è sempre il Consiglio regionale di riferimento a dover segnalare l’inosservanza al Collegio territoriale di disciplina che valuterà caso per caso.

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Angela Caporale

Angela Caporale

Giornalista, copy, press officer. Nella vita scrivo di ciò che vedo, di ciò che conosco e di ciò che mi appassiona: diritti, comunicazione, musica. D'indole curiosa, non sto mai ferma, almeno con la mente.